Evviva gli sposi!
Ebbene
sì, è successo. Anche il Bobo alla
fine ha ceduto… Chi l’avrebbe mai detto? Nel suo
box descrittivo relativo alla nostra ultima zingarata
in quel di Riga, a dimostrazione delle nostre notevoli
capacità di
immaginare il futuro, dicevamo proprio: “Sulle
sue possibili nozze si scatenano da tempo le scommesse più ardite,
ma il nostro ha già dato prova di una notevole resistenza.
Meno male che non ci servono addii al celibato per pianificare
la prossima zingarata”.
Detto e fatto: da allora non
ci siamo più mossi e solo grazie alle nozze del nostro siamo
riusciti a mollare mogli e figli per dedicarci a un po' di
sano cazzeggio stile vecchi tempi… Si, insomma,
quando eravamo giovani.
E allora la morale non può che essere
una: ben venga anche un matrimonio, se è l’obolo che
dobbiamo pagare per partire di nuovo.
E questa volta, signori,
non ci siamo fatti mancare niente; abbiamo fatto le cose
in grande, fanculo la filosofia low cost, fanculo tutto
e tutti… si va a Kiev!
E se sopravviveremo alle radiazioni di Cernobyl,
alla birra ad un euro e a tutte le tentazioni che un paradiso come
questo può offrire… beh lo racconteremo
ai nipoti! Evviva gli sposiiii, baaacio, baaaacio, baaaaacio!!!
Questo è quanto pensavamo, questo è quanto
ci eravamo detti prima di partire. Le cose non andranno proprio così,
anzi non andranno per niente così… Altro che birra
a un euro, altro che tentazioni…
Ma, come al solito, andiamo
per ordine. Innanzitutto il numero dei partecipanti: rispetto
al solito siamo molti meno. Il festeggiato, Sfolli,
il Merolone e il Puccettone. Quest’ultimo,
per l’occasione,
viene rinominato con un nickname più consono al personaggio… Gallo
Cedrone!
Insomma, quando il gioco si fa duro… i
duri iniziano a giocare!
Il Canch manca sempre, ma d’altronde,
dopo Barcellona,
chi l’ha visto? Manca anche il
Pippo che finalmente è andato a convivere con la
fidanzata coreana, la quale si è trasferita da Parigi a
Mestre. Portandosi dietro, intatte, tutte le proprie ambizioni
nel mercato cinematografico… cioè, a
Mestre che, volendola vedere da un’angolazione diversa,
potrebbe anche sembrare Hollywood. Ma noi che ci siamo nati
e la conosciamo bene, vi possiamo confermare che non lo è… Ora,
che il Pippo sia uno zerbino matrimoniale è cosa
nota, ma in questo caso ci rendiamo conto delle difficoltà.
Non era facile spiegare ai suoceri, ferventi cattolici, in arrivo
dalla Corea per conoscere lui ed andare in pellegrinaggio
a Lourdes (non è uno
scherzo, è vero), che il futuro marito della loro unica
figlia se ne era andato per bagordi a Kiev…
No,
non era facile…
Capitolo Scimmio, anche lui assente… Che
dire? Non che in passato si fosse distinto per chissà quali
acrobazie durante le nostre zingarate… Ma lui non ha scuse.
Da quando ha aperto il nuovo locale, neanche fosse il Billionarie del
Triveneto, sembra che sia sempre impegnato…
Voci ben
informate lo danno però innamorato di una donna friulana
che nessuno ha mai visto. Da lei sistematicamente
respinto causa la sua resistenza ad impegni ufficiali,
leggi presentarla in famiglia, si cimenta in approcci sconclusionati
con ogni donna che gli capiti a tiro… Bah, NO COMMENT!
A Kiev questa
volta ci andiamo con Alitalia. Il
Bobo e Sfolli con volo diretto da Malpensa,
il Merolone e Gallo Cedrone partendo da Venezia e
andando, in aereo perché sono dei signori, fino a... Malpensa! Si
insomma, verso le 11, poco prima del decollo, ci ritroviamo tutti
nello scalo milanese, pieni di belle speranze e in attesa
del decollo previsto dalla gloriosa compagnia di bandiera per le
11:20. Gloriosa, perché questa volta alcuni di noi viaggiano
gratis, tasse aeroportuali a parte, grazie alle miglia faticosamente
accumulate in questi anni, prima che scadano a luglio 2008 come
annunciato da Alitalia. Le miglia necessarie sono 30 mila. Sfolli
ha ottenuto il biglietto per sè e ne ha cedute altrettante
al Bobo (ad un prezzo da rapina a mano armata).
Il Merolone
e Gallo Cedrone viaggiano invece a pagamento, 260 euri a cranio.
Alè!
Il decollo avviene senza problemi e, stranamente per Alitalia,
in orario. Alle 15:40 atterriamo puntuali all’aeroporto di
Kiev Boryspil. Espletate le formalità di ingresso e dopo
qualche attimo di smarrimento, riusciamo a seminare la selva di
loschi figuri che ci propone ogni tipo di servizio, in primis un
taxi. Ogni guida che si rispetti sostiene che il costo
della corsa dall’aeroporto al centro città dovrebbe costare circa
20 euro, ma noi abbiamo approfittato del servizio di transfer offerto
dall’agenzia che ci ha affittato l’appartamento, che
costa, per l’appunto, 20 euro. Munito di un bel cartello
con scritto “Mr Sfolli” il tipo si fa facilmente trovare.
Meno male che è tutto organizzato, perché l’indigeno
non spiaccica una parola di inglese.
La corsa in taxi non ci riserva
particolari sorprese: il tragitto è lungo, sono circa 40
km. Nota positiva: in macchina si può fumare. Nota negativa:
Sfolli comincia a starnutire come un appestato… o è allergico
o si sta ammalando. Buona la seconda. E' già malato!
Già siamo in pochi… se ne perdiamo uno appena arrivati… le
cose cominciano male!
Capitolo accomodation. Il Bobo e
Sfolli hanno affittato un comodo appartamento in pieno centro,
all’angolo fra Kresciatik, la via principale, e Shevchenko (no, non il giocatore) Boulevard. Il Merolone e Gallo Cedrone dovevano
fare la stessa cosa, gli appartamenti a Kiev costano meno degli
hotel. Peccato che 2 giorni prima della partenza il buon Merolone
realizzi di essersi dimenticato di confermare
la prenotazione… Fortuna
vuole che riescano a prenotare ad un prezzo decente (85 euro al
giorno a cranio) due stanze nell’Hotel
Rus, non distante
dal centro e dall’appartamento dei compari.
Due parole le
merita l’appartamento affittato da Sfolli al costo
di 103 euro a notte. Perché in pieno centro e lussuosamente
arredato in stile giapponese.
Niente da dire sulla location:
circa l’arredamento va detto che di giapponese c’erano
solo delle figure di carta appese al muro… per il resto,
mancavano le tende alle finestre delle camere e dopo mezz’ora
il cesso era intasato. Di lussuoso c’era solo un posacenere
in vetro di Murano… made in Taiwan! Vabbè… saremo
mica venuti a Kiev per passare il tempo in casa… Ce lo facciamo
andar bene e… Avanti Savoia! |