La zingarata ovale
Partecipanti: Ale, ZoT, il
Nonno e
Zeta
Date: 7 - 10 settembre 2007
Mezzo: Nonnomobile |
Prologo
Il
rugby è uno sport per omaccioni duri, con più di una
rotella fuori posto e con una certa propensione al masochismo. Altrimenti
non si spiega cosa li porti a prendere (e dare), in ogni partita,
una bella saccagnata di botte come se nulla fosse ed uscire poi tutti
contenti.
Non si capisce, quindi, da dove venga l'insana passione per questo sport che ha colto il Nonno ormai da qualche anno. E'
pur vero che l'anziano zingaro ama massacrarsi con ogni genere di
attività sportiva estrema (pallanuoto, mountain bike, paracadutismo)
con conseguente mal di schiena da paralisi! Fatto sta che, insisti
oggi insisti domani, la vecchia cariatide è riuscita ad avvicinare
alla palla ovale anche Zeta, Ale e ZoT: colpa del terzo tempo?
L'occasione
per questa zingarata riguarda proprio il rugby: vogliamo assistere
in quel di Marsiglia alla sonora batosta che gli All
Blacks sicuramente
infliggeranno all'Italia nella prima partita dei Mondiali. Il Nonno
ha recuperato un prestigioso biglietto di tribuna e assisterà al
match con uno dei suoi immancabili fornitori, gli altri tre zingari
si accontenteranno di gustarsi il massacro in qualche pub. A seguire,
ci si prospetta un sabato sera nella stessa Marsiglia o in altra
località da definirsi. Come in ogni zingarata che si rispetti,
l'indeterminazione è d'obbligo! |
Venerdì 7 - L'estate
sta finendo
La
partenza avviene come tradizione in ritardo, sulla Nonnomobile, in
una Milano come
sempre paralizzata dall'esodo pre-weekend. Alle 21
non abbiamo neppure raggiunto il casello: il programma iniziale di
mangiare dalle parti di Pavia e poi raggiungere Nizza per la serata,
dove Zeta ha recuperato dei letti gratis, è già allegramente
andato in vacca. Scatta l'improvvisazione zingara: ceniamo a Milano!
Lasciamo sbollire il casino sulle strade, poi facciamo un tiratone
e ci fiondiamo a fare il venerdì sera da qualche parte sulla
riviera di ponente. Poi si vedrà...
Zeta bazzica la zona di
Ripamonti e ci conduce al rinomato Ristorante
Giallo Milano, dove ci concediamo
una discreta cena; certo ci fa un po' specie ritrovarci ancora
nel nostro Comune dopo 4 ore dal previsto orario di partenza! Però quando
usciamo le strade sono finalmente libere e ci lanciamo a macinare
chilometri. In macchina fervono le attività: ZoT sostituisce
l'inascoltabile dotazione musicale del Nonno con una più aggiornata
selezione e Ale si mette a scardinare il cazzillo
vivavoce dell'auto
(cementato sopra la presa dell'accendisigari) per far posto ad un
più utile TomTom.
L'operazione è più complicata
del previsto (stranamente il Nonno non da' il permesso di divellere
l'intera plancia...) e vedrà impegnati a rotazione tutti gli
zingari in turni da fabbrica fino al giorno successivo, quando
il gps servirà a poco... ciò nonostante la vittoria
finale sarà accolta con estrema soddisfazione da tutti (Nonno
a parte)
Nei paraggi di Albisola chiediamo info ad un sagace benzinaio che
ci suggerisce di puntare al Golden
beach, rinomata discotecona sulla
spiaggia. Prima però è d'uopo birretta di approccio
in un locale sulla passeggiata lungomare. Nel simpatico localino,
dall'aspetto pianobaristico, suona un gruppo che fa cover di Vasco
Rossi e Ligabue e ci sentiamo tranquilli gli ultimi pezzi. Nell'eterogeneo
e sparuto pubblico spiccano un po' di vistose tardone che paiono
le compagne degli attempati musicisti. Sembrano comunque conoscersi
tutti fra di loro. Ma il concerto finisce ed è il momento
della discospiaggia.
Il Golden beach festeggia la fine dell'estate,
nonché l'avvento degli zingari... per essere fine stagione è bello
pieno, anzi trabocca di gente, anche se trovare un over 21 è durissima.
Inutile dire che alcune minorenni sono parecchio notevoli: Ale registra
il risveglio dei mai sopiti istinti pedofili per una dodicenne accessoriata
con davanzale da omicidio. Per fortuna, la sistematica politica del
locale di annacquare i cocktail non aiuta ad abbattere le barriere
generazionali: insomma, come al solito non ci caga nessuna. Balliamo
un po' e ciondoliamo in zona pista per un paio d'ore finché decidiamo
che ne abbiamo abbastanza ed è ora di mordere di nuovo l'asfalto.
Destinazione Nizza.
Arriviamo che è ormai notte fonda e siam
belli bolliti; dobbiamo fare i conti con la toponomastica ribaltata
dai lavori per il nuovo metro leggero e soprattutto con i pochi neuroni
superstiti di Zeta, che non si raccapezza più e non riesce
a trovare l'appartamento! L'aspra discussione zingara che segue vede
Ale, che sogna il materasso e spinge per il proseguimento delle ricerche,
in netta minoranza e quindi soccombere rispetto agli altri 3 sodali
che invece insistono per raggiungere direttamente Marsiglia per dormire
in spiaggia.
Peccato che dopo solo una novantina di km, completamente
addormentati e incapaci di andare oltre, accostiamo in un autogrill
per dormire almeno un'oretta. Ale non la prende bene: non capisce
questo inutile gioco al massacro e dichiara che lui non ci sta più.
Questa sarà la sua ultima zingarata in auto o furgone! Non è chiaro
se la sua presa di posizione sia in realtà dovuta alla sua
perdita del ruolo di navigatore del gruppo di fronte all'efficienza
del TomTom e, soprattutto, se le sue veementi parole siano state
udite sopra il sonoro russare degli altri zingari... |
Sabato 8 - Quell'ultima meta
Un
paio d'ore scarse di sonno raggomitolati sui sedili come ricci e
siamo di nuovo in piedi. Colazione in autogrill e via verso Marsiglia che raggiungiamo di prima mattina. L'obiettivo è trovare una
spiaggia e svaccarci, poi passare in aeroporto a raccattare l'amico
del Nonno.
La spiaggia che individuiamo con parecchia fatica rivaleggia
quasi con quelle dei Caraibi: una striscia di terra dura e sassolini
infestata da fastidiosi moscerini e con vista su una raffineria.
Quasi, appunto...
L'infelicità intrinseca del luogo non basta
comunque a vincere la stanchezza che abbiamo addosso: tempo 10 minuti
e collassiamo al sole, insensibili a tutto...
A metà mattinata
raggiungiamo l'aeroporto e recuperiamo Giorgio, l'amico del Nonno,
che millanta un passato da giocatore nella nazionale
militare di
rugby. Tutti insieme appassionatamente pigiati nella Nonnomobile,
ci infiliamo in un ingorgone planetario nel tentativo di di raggiungere
lo stadio. Troviamo anche il tempo di affiancare un pullman di attempati
tifosi all blacks per un reciproco scambio di sfottò. Meglio
farlo prima della partita, che con la batosta che ci daranno, dopo
sarà meglio stare schisci! Dopo circa 2 ore di traffico
collassato,
il panico si impadronisce del Nonno. Marsiglia è completamente
paralizzata che neanche la tangenziale est con la pioggia. Si procede
a passo d'uomo stanco e la paura di perdere l'haka dei neozelandesi
ha la meglio: il Nonno e Giorgio saltano giù dall'auto e si
mettono a correre verso lo stadio! Noialtri proviamo a disimpegnarci
dal budello e a dirigerci verso la spiaggia cittadina. Qui parcheggiamo,
ci mettiamo in tenuta da mare e collassiamo di nuovo sul bagnasciuga.
Il sindaco di Marsiglia ha messo in piedi in questa zona una festa
dell'Unità rugbystica con un paio di palchi, vari baretti
e bancarelle e soprattutto un indispensabile schermo gigante. Noi
ci spiaggiamo nella zona a più alto quoziente di gradevolezza
delle bagnanti, mentre dalla distanza il megaschermo narra le mazzate
subite dalla nazionale azzurra. Tra un abbronzaggio e una pennica,
riusciamo a seguire alcune fasi della partita e soprattutto a farci
un robusto spuntino in uno dei chioschetti. L'aspetto agonistico
della giornata perde rapidamente di interesse, e la Nuova Zelanda
ci usa come battiscopa fino al fischio finale. Arriva adesso la parte
dell'evento sportivo che ci interessa di più, il terzo
tempo,
quando ci si mischia coi tifosi avversari e si fa festa a suon di
birra. Peccato che quell'antisportivo del sindaco abbia deciso di
abolirlo nei dintorni dello stadio. In attesa di ricongiungerci col
Nonno ci sorbiamo controcorrente tutta la fiumana in uscita dall'impianto
e capiamo perchè ci hanno battuti: anche a livello di tifosi
il più piccolo di loro è grosso come un caterpillar!
ZoT, che son due giorni che la mena con propositi uligani e propugna
l'introduzione della violenza calcistica nel rugby, valuta che rischia
di prenderle anche da un bambino neozelandese di 5 anni e rinuncia
ai suoi bellicosi intenti.
Alla fine la birretta del terzo tempo
ce la concediamo tutti assieme in un pub zona lungomare; gli highlight
della partita in tv sono l'occasione per discettare, da perfetti
incompetenti, di tattiche di gioco e azioni varie. Ale si propone
come allenatore della nazionale di rugby per i prossimi mondiali
e illustra ai presenti i suoi schemi innovativi a base di diagonali
in difesa scuola Milan di Sacchi e folate offensive come la sua amata
Juve del primo Lippi. L'apoteosi del suo gioco sarà lo schema
a testuggine, evoluzione delle formazioni da combattimento delle
legioni romane, di cui si propone anche di riscoprire la danza di
guerra da contrapporre all'haka neozelandese. Giorgio si astiene
dai commenti.
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E' ormai tardo pomeriggio quando depositiamo il prestigioso
ospite al suo albergo dopo le ormai tradizionali 2 ore di imbottigliamento
stradale: resta da decidere dove giocarci il sabato sera nell'ostile
terra di Francia. Dopo aspro dibattito, la spunta Montpellier.
Di nuovo sulla strada, di nuovo a macinare km...
Arriviamo che è quasi
buio e, grazie al navigatore, troviamo subito alloggio in un
Ibis; Il tempo di una doccia e siam pronti ad affrontare la città.
Il Nonno, in perfetto stile fantozziano, si arma di telecomando
e vestaglione di flanella e dichiara che non si muoverà fino
alla fine della partita della nazionale... di calcio: infatti
per uno scherzo dei calendari, in serata si gioca pure Italia-Francia,
match chiave per la qualificazione agli Europei. Conoscendolo,
pensiamo tutti e tre che non lo rivedremo prima della mattina
dopo a colazione, ma saremo smentiti.
Peccato comunque che la nonnomobile sia, appunto, del Nonno: per
raggiungere il centro ci tocca una bella scarpinata di una quarantina
di minuti. Montpellier by night pullula di ristorantini romantici
nelle vie intorno al piazzone centrale. Anche i bar e i pub sembrano
essere in numero congruo. In giro tanta gioventù ma anche
intere famigliole. Ceniamo a base di kebab e
birra e poi giriamo
un paio di bar prima di stazzarci nella piazza centrale a permearci
di francesitudine. Da qui muoviamo nel pub sponsorizzato Heineken lì accanto: da segnalare un curioso vecchietto (probabilmente
il proprietario) che da quando mette piede nel locale inizia a inveire
e cazziare a voce alta i due camerieri, tra lo stupore generale e
senza che questi lo impalino a sangue sulla spillatrice...
Nel pub ci raggiunge il Nonno per quello che si rivelerà il
bicchiere della staffa: siamo completamente bolliti e solo Zot manifesta
l'energia per proseguire in disco. Ale prova a stargli dietro ma,
una volta giunti all'Ibis per scaricare Zeta e il Nonno, si addormenta
ignobilmente in auto, scatenando le ire dell'ancora vivacissimo uébmaster.
Preso comunque atto che è rimasto da solo in terra
ostile,
Zot decide di andare a nanna pure lui, schiumando di rabbia e indignazione
per la squallida prestazione degli zingari.
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Domenica 10 - Il viale del tramonto
La
domenica non ha storia: è solo un lungo trascinarsi, per lo
più in coda, verso casa. Sarà che con la Francia e
i francesi abbiamo poco feeling, sarà che dopo una settimana
di lavoro siamo morti, sarà l'età o il fatto che non
siam mai stati campioni del mondo di privazione del sonno, ma questa
zingarata si è rivelata davvero deludente. Francia mai più! |
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| Marsiglia map |
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