Zingarata a Plzen
Partecipanti: Ale, ZoT, Raul, Zeta
Guest stars: Nick e Scippa
Date: 29 settembre - 1 ottobre 2006
Mezzo: furgone + treno + aereo |
Genesi
All'Oktoberfest ormai
van tutti e soprattutto non è piú quella di una volta.
Poco male, dato che il mondo è comunque pieno di feste
della birra. Che fa allora lo zingaro alternativo? Trova
un'altra festa ugualmente devastante!
Detto fatto: su antica segnalazione del Nonno, ecco Ale uscirsene con la 164° Pilsner
Fest, in quel di Plzen, nei dintorni di Praga,
Repubblica Ceca.
La ridente cittadina si segnala infatti per ospitare la fabbrica della celeberrima
birra Pilsner
Urquell, molto apprezzata dagli zingari, che viene per l'occasione festeggiata
in un weekend di gozzoviglio da migliaia di gaudenti alcolizzati
provenienti da ogni dove. Quale migliore occasione per conciliare la Cultura
(la visita della fabbrica) con l'abbruttimento?
La pattuglia è presto formata: Ale, ZoT,
Raul e Zeta in degna rappresentanza zingara, a cui si aggiungono
il sempre sodale Nick ed il di lui amico Scippa. In dubbio: Sfolli.
Mezzo di trasporto: il furgone dell’ultima zingarata (Lubiana),
prenotato da ZoT con spaventoso anticipo che siamo pur sempre in
concomitanza con l’Oktoberfest ed è meglio non correre
rischi…
Il piano è chiaro: partenza giovedì sera post lavoro;
venerdì presa di contatto con la città, sabato festa
e domenica ritorno. Senonchè l'avvicinarsi della data fatidica
vede, nella peggior tradizione zingara, lo sconvolgimento di ogni pianificazione!
Sfolli abbandona definitivamente per motivi di quieto vivere familiare; gli
uomini-azienda Raul e Zeta abdicano la partenza in furgone del giovedì in
favore di un volo di andata SkyEurope su Praga per
il venerdi sera; Ale viene blindato all'ultimo momento in una fantozziana riunione,
sempre per la mattinata del venerdì, e ripiega anch'egli sullo stesso
volo serale. Peccato che, in preda ad ansia da prestazione, si dimentichi totalmente
del furgone e acquisti anche il volo per il ritorno, venendo così a
spendere una cifra agghiacciante. Dulcis in fundo, il noleggiatore ci prega
in ginocchio di prendere il mezzo il venerdì mattina anziché il
giovedì sera…
Soprattutto, scopriamo casualmente su internet che la festa per quest'anno è annullata per
non ben precisate ragioni di “viabilità stradale”!?!
Che fare? Ormai siamo in ballo: non ci resta che ballare!
|
Destinazione: Plzen
I
furgonati superstiti (ZoT, Nick e Scippa) partono in un soleggiato
e trafficatissimo venerdì mattina. Superato l’ingorgo permanente
della A4 e passata nel primo pomeriggio Monaco
di Baviera e l’affollata Oktoberfest, pensano che il più sia
fatto: ma hanno sottovalutato la fuga dei monachesi (monegaschi?
Boh!) dalla loro città natale strabordante di alcolisti paneuropei.
Il colonnone di auto a nord di Monaco si
estende per un paio di Lander e i nostri arrivano in Cechia e a Plzen con
un ritardo apocalittico rispetto ai loro piani: in pratica, giusto
il tempo di un aperitivo birroso prima di proseguire per Praga (altri
70 km) e recuperare gli aerotrasportati verso le 22:30.
L'appuntamento è all'aeroporto. Giungono per primi i tre
zingari volanti (Ale, Raul e Zeta) e ingannano l'attesa con una
prima birretta finchè i tre furgonati non li raccattano.
Breve momento di grande tripudio per l'avvenuto ricongiungimento e
poi via subito in direzione di Plzen che è già tardi
e non abbiamo neppure l'albergo.
Qui, dopo un iniziale momento di scoramento (non troviamo una camera libera,
ma non lo sa nessuno che la festa è annullata?), individuiamo una sistemazione (Hotel
Hazuka) un pelo decentrata per la prima notte. Il simpatico ma logorroico gestore
si impegna
a trovarcene una presso un collega per il sabato, dato che da lui non c'è posto.
Poi via subito in vita. Ci rechiamo nella zona centrale con i locali e
ne giriamo qualcuno; in giro non c'è tantissima gente e
noi siamo parecchio stanchi, perciò teniamo un basso
profilo. Abbiamo comunque ennesima conferma dell'elevato
livello estetico delle signorine locali, che non per niente sfornano
modelle a getto continuo...
Si segnala anche la curiosa usanza dei nativi di discutere
tra di loro tranquillamente seduti in mezzo alla strada, incuranti del traffico.
Raul decide di imitarli e per un pelo non viene arrotato da un autotreno a
tutta velocità...
|
La fabbrica della Pilsner Urquell
Il
mattino seguente, dopo energica colazione in hotel, muoviamo
alla volta della nuova sistemazione (Pension Bory) trovataci
dal
garrulo gestore. Peccato, perchè l'Hotel
Hazuka non
era male: hotel nuovo
e pure con un'abbozzo di giardino zen in costruzione.
Il nuovo albergo è un tantino più sgrauso e anch'esso in ristrutturazione,
con fili e calcinacci ovunque: la Pilsner Fest è forse stata sostituita
dalla sagra del muratore? E comunque, a parte la festa abortita,
che cavolo di motivo ci sarà mai per venire qui? La fabbrica della Pilsner
Urquell, ovviamente...
La Pilsner
Urquell è la birra più buona del mondo e visitare
la sua fabbrica originaria e tutt'ora in attività conferisce
un tono più che culturale alla zingarata (citazione
di Ale).
Il complesso ci accoglie con la famosa porta d'ingresso del
1842 che è poi lo stemma piazzato su tutte le bottiglie
della popolare birra ceca: ci sentiamo pregni di tradizione e così,
secondo un consolidato costume zingaro, celebriamo l'evento con
un bel castrone al sempre molesto Raul...
Dalla porta si apre un piazzale con il centro
turistico sulla sinistra, il negozio di souvenir e
la birreria/ristorante sulla destra; in fondo, la fabbrica vera e propria.
Nello spiazzo c'è un gruppo di ragazze pagate dalla direzione per
spiegare ai numerosi visitatori che la festa quest'anno è abortita
e Nick ne approfitta per tampinarle un pochino, peraltro coi risultati di
sempre (nulli): il bello è che le ragazze
sanno ben poco l’inglese, quindi si limitano a sventolare un foglio
ciclostilato dove si scusano dell’inconveniente. Il tour in inglese
parte dopo un po', così inganniamo l'attesa
sui tavolacci al sole con la prima pinta della giornata ed un rinforzino
di cibo a base di succulenti salsiccioni.
Il tour è un
classico: spiegazione degli ingredienti e del processo di fabbricazione
della birra, storia dell'azienda
con vista di preziosi cimeli quali ad esempio il vasino da notte
del primo signor Urquell (tale Josef
Groll) etc. e infine visita della parte del complesso aperta
ai visitatori e dove si produce birra a loro (nostro) esclusivo
consumo, con ovvia degustazione finale. Il momento
che abbiamo più apprezzato è stato naturalmente
questo...
Suggestivo però il tour delle cantine:
un dedalo di corridoi bui, ora utilizzati solo in minima parte,
dove la pregiata bevanda
riposa nelle gigantesche botti per la fermentazione prima di essere filtrata:
si narra di alcuni turisti allontanatisi dal gruppo e tuttora dispersi nei
tetri cunicoli... Unico inconveniene, la temperatura polare del sottosuolo,
più adatta ai pinguini che a noialtri in tenuta estiva.
Prima di lasciare il complesso prendiamo accordi con la birreria/ristorante
(Na
Spilce) per cenare lì in serata; poi, sempre in modalità culturale,
andiamo verso il centro di Plzen.
Qui ci spariamo un po' di viuzze e soprattutto la piazza centrale Nàmesti
Republiky, con l'immancabile Chiesa
di San Bartolomeo col campanile più alto di Boemia. La prova
di forza odierna consiste nel raggiungerne la sommità: la vista da
lassù ci
ripaga comunque del debito d'ossigeno...
Nel chiosco in piazza scatta l’hot dog con birrozzo defatigante e già che
ci siamo lumiamo sposa e invitate di un matrimonio limitrofo… poi diritti
in albergo per il pisolo pre-serale.
|
Plzen by night
Primo obiettivo della serata, una goduriosa cena nel
già citato Na
Spilce della Pilsner
Urquell, innaffiata da ottima birra spillata a regola d'arte.
La birreria è enorme, ci saranno milioni di tavoli; noi, col culo di
sempre, capitiamo nei pressi di quella che pare una scolaresca di
minorenni in libera e rumorosa uscita e soprattutto vicino al tavolo di due
curiosi individui, da noi subito ribattezzati "i tristi".
Tipici personaggi di kafkiana impronta, i due bruttoni non hanno scambiato
una parola per tutta la sera, persi a fissare il vuoto davanti a sé...
Per fortuna che la musica dell'orchestrina del locale ci salva dalla depressione
generata dalla loro presenza...
Riempito lo stomaco ci ributtiamo verso il centro. Iniziamo con
un prestigioso locale di musica dal vivo. Serata
di eccezione: ci becchiamo il concertone rock di una specie di Europe locali.
Il locale è pieno fino all'inverosimile, ma nel complesso
piacevole e ci sdereniamo sotto il palco insieme ai numerosi presenti.
A seguire, muoviamo verso le disco del lungofiume. Qui tiriamo chiusura al Music
Club 21, ballando e bevendo fino a livello, peraltro cagati poco o
nulla dalle ragazze presenti (a nostra parziale giustificazione il fatto che
qui l'inglese è popolare quanto da noi il greco antico). Il bicchiere
della staffa ce lo concediamo in una specie di Havana Club locale,
con Nick tutto ringalluzzito dall'aria (finta) della sua Cuba.
|
Il ritorno
Anche
stavolta bisogna tornare alla nostra Milano. Il
ramingo Ale viene abbandonato nei pressi della stazione ferroviaria
di Plzen; da qui muoverà alla volta di Praga,
concedendosi un'ultima birra in Piazza Venceslao, e poi
via verso l'aeroporto.
Gli altri si buttano sulla strada, che i km da percorrere sono parecchi. La strada vola
via senza (fortunatamente!) gli ingorgoni che li hanno visti soccombere all’andata.
Gli zingari ingannano il tempo col consueto sport autostradale: il carwatching.
Concupiscono a distanza automobili popolate di fanciulle (quantomai rare, ma
qualcuna si trova) facendosi beffe dell’accesa competizione dei
reduci Oktoberfest.
Incredibilmente qualche fanciulla ci casca ancora e saluta sorridendo compiaciuta!
Nick tenta il numero dell’andata quando era riuscito a scambiare il numero
di telefono con una coppia di teutoniche – le uniche in Germania a non
sapere una parola di inglese… ma senza esito. Sarà per la prossima volta!
|
| Commenti? Domande? Idee? Scrivile nel forum! |
|
| Plzen map |

|
|