Definizioni di Zingarata
Certo, è una cosa seria... cosa credevate? |
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Zot |
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“La zingarata è un breve viaggio (2 o 3 giorni) su strada dis-organizzato dal gruppo degli zingari allo scopo di sfuggire al tran tran quotidiano almeno per un po’.
Di solito se ne organizzano 3 o 4 all’anno. Si parla poi di “mamma delle zingarate” (MdZ) quando il viaggio si prolunga fino al massimo ad una settimana, tipicamente nel periodo estivo.
Il mezzo di trasporto di elezione è il furgone preso a noleggio, ma si dà anche il caso di zingarate automobilistiche. La meta tipicamente è estera, e in ogni caso sufficientemente lontana (almeno 6-700 km).” |
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GD |
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“La zingarata è una categoria dello spirito, paragonabile al nirvana delle religioni orientali o al trip delle esperienze allucinogene. Del primo (il nirvana) conserva la promessa di cento vergini, giardini di latte e miele, etc etc etc; del secondo (il trip) condivide l’origine semantica (trip=viaggio), l’uso di sostanze che alterano lo stato di coscienza (alcool, ma anche paella), la necessità di una fruizione comunitaria.
L’esperienza è riservata agli adepti ed ha durata limitata nel tempo, essendo connessa a precisi indicatori psicofisici (deprivazione del sonno, carenti condizioni igieniche) incompatibili con il suo prolungamento.” |
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Raul Tarello |
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| “La zingarata è la quintessenza della metamorfosi:
è l”Egregio Dottore…” che diventa “Ehi pirla….”;
è la notte che diventa giorno;
è il ruttino che diventa uragano tritonale devastante;
è “stasera è meglio un risottino in bianco” che diventa “mi passi le patatine con la maionese che ho ancora 2 fette di salame e un panetto di burro”;
è “ho un leggerissimo mal di testa” che diventa “cazzo, accostaaaaaaaaa…...”
è il nonno invalido che si agita in discoteca (no, questo è troppo!)
ed è un pò……ma sì, il pisello che diventa tarello! (ovviamente sempre nonno escluso!)” |
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Kool / Ale |
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| “A me della zingarata piacciono la completa disorganizzazione, i tentativi di tacchinaggio volante in autostrada e gli assalti al terzo anello”. |
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Il nonno |
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| “Lasciare a casa le seghe… mentali”. |
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Zeta |
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| “E' un'evasione, una fuga dal solito menage quotidiano alla volta di improbabili luoghi ameni. L'essenza stessa della zingarata non è tanto la meta del viaggio quanto il viaggio in sé, crocevia di esperienze e racconti. Va da sè che il mezzo di trasporto sia uno solo e che la meta non venga (quasi mai) decisa a priori. E quando è stato decisa, da veri zingari, è stata cambiata in corsa. Fra gli zingari non esiste un "capo": le (non) decisioni vengono prese a maggioranza e più si rimanda meglio è.” |
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Pablo / Il demente |
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| - n.p. - |
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Palla$ |
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| “Partire senza meta alla vana (all’Avana) ricerca di se stessi”. |
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