
Transiberiana 2007 - la città dell'amore!
Chita, all'estremità orientale della Siberia, è la
classica città ex sovietica ripiena di asfalto e casermoni.
Possibile che proprio qui lo zingaro trovi l'Ammòre? Possibile!
D'altronde, di "motivi" per innamorarsi, ce ne sono parecchi... |
Venerdì 10 agosto - Chita (anzi, Aginskoe)
Arriviamo
a Chita che sta albeggiando. Proprio davanti alla stazione
ci dà il
benvenuto la nuova cattedralona con le sue cupole dorate. A differenza
del degrado periferico di Ulan-Ude, la città sembra molto
pulita e piacevole, con grandi viali alberati, parchi ed edifici
moderni e con, nascoste qua e la', le solite casette di legno siberiane.
Insomma, il primo impatto è decisamente positivo.
Al centro
della città svetta la gigantesca ploshchad
Lenina, con l'immancabile
statua del piccolo padre in granito rosa ed una regolamentare pista
di atletica per carrarmati. Da qui si apre la solita ulitsa
Lenina (la fantasia è bandita dalla toponomastica siberiana!),
bella ed alberata. Giriamo 3 o 4 hotel a vuoto causa prezzi orripilanti
prima di sistemarci con soddisfazione all'Hotel
Dauria, moderno
e centrale.
Il nostro ferreo programma di viaggio prevede 3 giorni
(2 notti) tra Chita e dintorni. Soprattutto, dopo la delusione
di UU, abbiamo progetti bellicosi per le serate, si tratta pur
sempre di venerdì e sabato! Di giorno abbiamo invece pensato
di fare una scappata ad Aginskoe e tanto per andare sul sicuro,
decidiamo di andarci subito.
Prima però la logistica: al
Service Center della stazione lottiamo strenuamente e acquistiamo
i biglietti di kupenji (2^ classe) per il successivo tappone
di 42 ore fino a Khabarovsk. All'inizio chiediamo la 1^ classe ma,
di fronte al prezzo atroce che ci sparano (270 euri!!) decidiamo
che troppe comodità non ci confacciono... L'addetta, che
già aveva emesso i biglietti di 1^, non prende troppo bene
il dover rifare tutta l'elaboratissima operazione, ma tanto noi
le parolacce in russo non le capiamo...
Scampati alla sua furia
omicida, siamo pronti per la gita e ci imbarchiamo sulla solita
marshrutka davanti alla stazione. L'ingordo autista decide di partire
solo dopo aver stabilito il nuovo record mondiale di comprimibilità dei
corpi: ben 17 persone! Va da sé che il viaggio non è molto
agevole: ZoT è nell'angolo dell'ultimo sedile in fondo e
deve farsi bidimensionale per non essere espulso dal finestrino.
Fare un pisolo è fuori discussione, meno male che il paesaggio
merita: si passa da colline e boschi a vallate con fiume ad una
steppa erbosa che si perde all'infinito. Il manto stradale, invece, è da
rivedere... Dopo circa 2 ore di viaggio, poco prima della definitiva
atrofizzazione degli arti, arriviamo. |
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Aginskoe è una ridente
cittadina che, a sentire la Lonely,
vanta un paio di assolutamente imperdibili datsan buddhisti - cioé,
dei templi. E' la capitale di una piccola regione autonoma buddista,
che non capiamo bene come si configuri nell'ambito delle complicate
strutture federali amministrative russe, ma tant'è. Da un'estemporanea esplorazione
pedonale, la città sembra suddivisa
in quartieri: c'è quello
della cultura, con scuole e musei, quello commerciale, con negozietti
vari, quello religioso, con la chiesa e la sinagoga, ecc... sembra
Sim city! Noi abbiamo una fame boia, ma l'unico quartiere che non
troviamo e' quello eno-gastronomico! Alla fine individuiamo una
specie di bettola praticamente sulla strada statale, in cui, unici
clienti, mangiamo degli ottimi buuz scaldati al momento dalla padrona.
Sistemato lo stomaco, ci dedichiamo alla cultura e visitiamo il
Museo Tsybikova chedovrebbe esporre una rara coppa dello
sciamano modellata a partire da un teschio umano. Noi però non la
troviamo! Cincischiamo comunque nel museo che ospita le consuete
vestigia buriate/siberian/buddiste/naturaliste: dev'esserci
un franchising dei musei da queste parti! Poi ci facciamo portare
da un taxi al complesso dei famosi templi
buddhisti, poco fuori
città, per scoprire che... li stanno ancora costruendo!
Ci manca solo che ci diano il regolamentare caschetto giallo da
cantiere... il fatto è che i sovietici ci avevano dato dentro
con le demolizioni di edifici religiosi, per cui buona parte di
templi e chiese sono riproduzioni costruite pochissimi anni fa,
oppure (appunto) ancora da terminare. |
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Al ritorno la marshrutka è un po' più vuota
e riusciamo anche a sonnecchiare. Dopo l'indispensabile
setup in albergo, siamo pronti tonici e motivati per il venerdì sera!
Per prima cosa ceniamo all'Eldorado, locale all'aperto molto ben
frequentato vicinissimo all'hotel, poi ci facciamo guidare dalla
musica che si sente nell'aria verso il parco nei pressi dal Teatro
Drammatico. Qui scopriamo un paio di locali all'aperto.
Uno lo
ribattezzeremo il baretto dei
poveri, perché è bello sgrauso e mancante di nome
proprio; l'altro, un po' più curato, è il Cafe'
Atlandida,
locale cult della notte estiva di Chita. Da quest'ultimo purtroppo
veniamo a più riprese respinti dall'odioso buttafuori perché pieno!
Che umiliazione, manco fossimo a Saint Tropez?! Scatta inesorabile
il desiderio di rivalsa zingaro: l'indomani accenderemo un mutuo
per rilevare il locale, giusto per il gusto di licenziare in tronco
il fetente! Il piano B prevede invece la più economica prenotazione
di un tavolo...
Per fortuna troviamo posto al baretto
dei poveri dove ci concediamo un ottimo shashlik e un tot di altrettanto ottime
birre, permeandoci della varia umanità presente, dai soliti
alcolisti alle famigliole, ad un megafestone di esaltati (forse
un matrimonio) che dispone del prestigioso privé con tavolata
unica da circa 327 posti. Notiamo che molti bar al coperto sono
chiusi o vuoti: la gente d'estate si ritrova nei bar all'aperto
oppure semplicemente per strada. Scopriremo poi che agosto a Chita, è bassa
stagione né più né meno che a Milano, e molti
locali chiudono baracca e burattini!
L'unico locale su cui la Lonely ci becca e' la disco Zolotoy
Drakon (secondo la guida) o Zolotoy
Olimp (secondo l'insegna), situato ad uno sputo dal nostro hotel.
Ci avventuriamo pagando 350 rubli e scopriamo che si tratta di
un bel posto, con parecchia bella gente. La musica è costituita
al 95% da hit russe, che possono piacere o non piacere!
Ben presto
ci rendiamo cospicui al gentile pubblico femminile. Veniamo circuiti
da due vistosissime 20enni che studiano in Cina e che parlano inglese, le quali sottolineano il loro stupore nell'incontrare
degli stranieri da quelle parti: possibile che nessuno creda che
noi si sia qui in vacanza?
Di lì a poco siamo brancati da
una biondina scatenata che ci presenta al suo gruppetto di amiche:
Ale insidia una morettina di fattezze buriate che gli da' però picche.
La serata prosegue comunque molto divertente fra balli e bevute,
finché non capiamo che la pazza biondina ha intenzione di
offrire da bere all'intera disco a spese nostre. A quel punto decidiamo
che è meglio levare le tende prima di esaurire tutto il
budget della vacanza, anche perché sono ormai le 4 passate
e siamo parecchio brilli. Nonostante la penuria di locali notturni,
la nightlife chitese si merita un voto alto. |
Sabato 11 agosto - Colpo di fulmine
La sveglia è sul
tardi, causa alcool ed ore piccole. Usciamo dall'albergo che sono
già le 13:30, per la giornata interamente dedicata alla
Cultura.
Per il pranzo andiamo al risparmio con un urfido friggione
acquistato in uno dei numerosissimi baracchini lowcost che tappezzano
i marciapiedi di qualunque città russa, poi visitiamo il
Museo Militare (30 rub), con annesso parchetto con residuati bellici
in mostra. Nel parco vediamo finalmente qualche sposa: dopo l'overdose
dell'anno scorso, la loro mancanza iniziava a preoccuparci...
A
seguire, tocca al Museo Regionale Kutnezsov (60 rub), ennesimo
esemplare di museo sulla regione circostante con vari animali impagliati
e ricostruzioni degli abitanti e dei periodi storici. Da notare
una curiosa caratteristica dei musei siberiani: quasi tutti ospitano
una sala random, che tipicamente ospita una collezione di quadri
di un prestigioso artista del luogo, il quale evidentemente sbarca
così il lunario: infatti le opere sono tutte in vendita!
Nel caso del museo Kutnezsov invece, la sala random accoglie un'esposizione
dedicata alla bicicletta (?) che non c'entra assolutamente una
cippa con tutto il resto, ma che ci divertiamo assai a visitare.
Per la città c'è poca gente, le vie sono vuote. E'
sabato, presumiamo siano tutti nelle dacie estive... Si incontra
qualcuno giusto nei vari tendoni che fungono da caffè all'aperto.
Attuiamo il piano B per la serata e prenotiamo
un tavolo al Café Atlantida, pregustando già la vendetta
sull'infame buttafuori. Giriamo poi un paio di centri commerciali
dove, come al solito, Ale non trova nulla da acquistare, e infine
ci ritiriamo per il pisolo pre-serale.
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C'è ancora luce quando ci presentiamo all'Atlantida reclamando un prestigioso tavolo per goderci la nostra cena. Sbeffeggiamo il buttafuori con la nostra prenotazione e ci sistemiamo comodamente. Di lì a poco la subdola manager
ci piazzerà tre compagne di tavolo, invero poco attraenti
ed ancor meno amichevoli. Tuttavia si mangia e si beve, e si guardano
i russi ballare le loro discutibili hit.
Post cena ce ne stiamo
lì a bordo pista belli trasparenti, quand'ecco che Zot viene
brancato e condotto a ballare un lento da una stangona
locale,
tale Anuska. Come da copione la tipa e' dotata di amica molto alta
e molto gnocca di nome Irina e veniamo invitati al loro tavolo.
La tipa di ZoT sembra molto lanciata, Ale invece è un po' titubante per la mancanza di una lingua in comune con Irina
(lei parla solo russo e cinese). Da quel che si è capito, comunque,
sono entrambe delle dottoresse di 29 anni.
Da lì, dopo una serrata
trattativa in esperanto, decidiamo di andare tutti in disco allo
Zolotoy Drakon. Com'è d'uso in terra di Russia, gli uomini
pagano la disco, il tavolo e le consumazioni. Compresi nel nostro ruolo di gentiluomini esotici, lasciamo che il fascino zingaro agisca: di lì a poco ci catapultiamo indietro nel tempo a una di quelle feste delle medie, con ZoT che limona duro con Anuska, mentre Ale
e Irina seduti di fronte li... guardano (lo zingaro nel frattempo ha scoperto che è ebrea
e pure religiosa, qualsiasi cosa ciò comporti).
Poi però si
va a ballare e, per qualche oscura ragione, anche Irina si lascia
andare: entrambi gli zingari, con molta soddisfazione, non si muovono
più dai divanetti per il resto della serata fino alle 4:30,
quando, acclarata l'impossibilità di chiudere la volée,
ci salutiamo con la promessa di rivederci l'indomani: vogliono
che rimaniamo a Chita qualche altro giorno, ma noi in serata avremmo
il treno. Riusciranno a cambiarci il biglietto? |
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| Logistica Chita |
Alloggiamo al Hotel Dauria, tutto nuovo e
ristrutturato, in una comodissima camera con ogni confort, per
2.800 rub al giorno. L'hotel fa parte del gruppo Zabaikalie. Per
l'escursione a Aginskoe si prende una marshrutka davanti alla stazione,
sul marciapiedone che c'é attraversata la strada e sulla
destra; il viaggio costa 150 rub e dura due ore. |
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