... All'Australia - 2^puntata
Autore: Giu
Periodo: 1 - 29 agosto 2006
Giu e
Monica continuano il loro viaggio in Australia. Milioni
di chilometri macinati in un continente da sogno dove la natura
e le bestiacce la fanno da padrone... |
| Leggi 1^ puntata |
Giorno 15 - Whitsunday Islands
Ho
dimenticato di accennare, nella cronaca del giorno precedente,
alla pianificazione delle escursioni nei giorni di permanenza ad
Airlie Beach: per il primo giorno abbiamo prenotato una
crociera alle Whitsunday
Islands e per il giorno seguente un'escursione
di un giornata alla Grande
Barriera Corallina.
La crociera del primo giorno è stata purtroppo segnata dal
maltempo. Si è svolta dalla mattina al tardo pomeriggio
e gli approdi in programma erano tre: Hook
Island, Whitsunday Island e Daydream
Island.
Sulla prima delle tre isole (la seconda per estensione dell'intero
arcipelago) siamo incappati in una breve ma violenta pioggia di
tipo tropicale; per fortuna una delle attrattive era l'imbarco
su un piccolo battello con la pareti laterali in vetro da cui abbiamo
potuto ammirare la bellezza del mondo sommerso e restare allo stesso
tempo al riparo dalla pioggia.
Whitsunday Island è invece la prima per ordine di grandezza
con i suoi 109 chilometri quadrati. La nostra destinazione su quest'isola è stata
la paradisiaca Whiteheaven Beach, la spiaggia indiscutibilmente
più bella dell'arcipelago (alcuni affermano sia la più bella
dell'intera Australia) con i suoi 6 chilometri di sabbia bianchissima
e acqua turchese. Ci è stato vietato addirittura di scendere
sulla battigia con le ciabatte o altre calzature, probabilmente
per evitare contaminazioni al delicato ecosistema.
Daydream Island si è rivelata una minuscola isoletta di
1 chilometro per 500 metri con un solo resort che abbiamo sfruttato
per rilassarci un po' prima del rientro.
Ad Airlie Beach abbiamo traslocato i bagagli nell'ostello
della
YHA, la cui
camera doppia con bagno comune avevamo prenotata dalla sera prima
per evitare di non trovare posto.
Dopo la doccia siamo usciti a passeggio per cercare un posto in
cui cenare. Passeggiando fra i locali abbiamo notato una rivendita
di pesce e crostacei freschissimi in cui si poteva scegliere direttamente
dall'esposizione al banco e dopo aver pagato i piatti venivano
serviti al tavolo. A fianco c'era poi una bottega di vini con una
scelta decisamente buona in cui abbiamo comprato una bottiglia
di bianco frizzante fresco. Un banchetto davvero coi fiocchi!
|
Giorno 16 - Great Barrier Reef
Per
fortuna il giorno seguente il maltempo era scemato perché in
programma c'era l'escursione alla Grande
Barriera Corallina. Più grande
della Grande Muraglia Cinese e unico organismo vivente visibile
dallo spazio, la Grande
Barriera Corallina è una delle sette
meraviglie del mondo naturale.
La conglomerazione di corallo colorato che
si estende lungo la costa del Queensland è considerata
la più grande barriera corallina del pianeta, anche se in
realtà è formata da un insieme di 2.600 unità separate
che sorgono parallelamente alla costa. Questa meraviglia inserita
nella lista dei siti protetti dall'UNESCO ha
una lunghezza di 2.000 ed un'ampiezza di 80 chilometri ed è stata creata
da un minuscolo organismo, il polipo corallino, i cui scheletri
si sono sedimentati generazione dopo generazione accrescendo la
massa del corallo.
L'oceano al largo era sufficientemente mosso da creare qualche
problema ai deboli di stomaco ma l'assistenza del personale si è rivelata
ottima e più volte sono stati distribuiti dei cubetti di
ghiaccio da succhiare.
Gli approdi dei battelli per questo tipo di escursioni consistono
in piattaforme ancorate in prossimità della Barriera da
cui si possono intraprendere diverse attività. La nostra
aveva disponibili la zona per lo snorkelling, la zona per le immersioni
dei sub, le vetrate sottomarine per ammirare l'incredibile varietà di
fauna, il tetto con le brandine per il relax al sole, la piattaforma
di atterraggio per le escursioni in elicottero, il sottomarino
anch'esso con le vetrate che conduceva lungo la barriera, ed altro
ancora.
Appena sbarcati tutti si sono lanciati nelle varie attività.
Noi dal canto nostro siamo saliti subito sul sottomarino per la
gita al largo onde evitare le eventuali code delle ore seguenti.
Al ritorno ci siamo fiondati nuovamente sul battello per approfittare
del buffet libero appena servito, anche qui evitando la ressa della
gente affamata al ritorno dalle varie attività.
Poi ci siamo abbandonati sulle sedie a sdraio completamente in
balia del forte vento oceanico.
Ritornati ad Airlie Beach siamo saliti in auto ed abbiamo percorso
solo qualche chilometro fino a Proserpine, sulla Bruce, appostandoci
per la notte all'A & A Motel in Main
Street.
|
Giorno 17 - verso Mission Beach
Proseguendo
nuovamente verso nord siamo giunti nella città di Bowen dove abbiamo scattato una foto sotto al grande mango arancione
accanto al centro visitatori ed abbiamo passeggiato un po' nella
splendida spiaggia di Rose Bay, prima di far rifornimento di carburante
e di viveri e rimetterci quindi in marcia.
Un luogo assolutamente da visitare che consiglio veramente a tutti è il
Billabong Sanctuary, situato 17 chilometri a sud di Townsville,
una riserva naturale che si estende su una superficie di 10 ettari
sulla quale si muovono in libertà diversi animali; vi si
possono infatti trovare canguri, vombati, koala, coccodrilli, dingo
e tanti altri. Esperienze indimenticabili sono il dare del cibo
ai canguri che mangiano direttamente dalla mano e il coccolare
i morbidissimi koala.
Per tutto il pomeriggio abbiamo marciato sempre verso nord lungo
la Bruce Highway, con un unica sosta nel Paluma
Range National Park per una passeggiata fino alle Jourama
Falls.
Nella cittadina
di Tully abbiamo svoltato a destra verso Mission
Beach e siamo
giunti a destinazione quando il buio era già pesto, dopo
un tragitto giornaliero di 489 chilometri, e guidare non è stato
semplicissimo visto che il tratto di strada finale scorreva in
mezzo alla "zona di conservazione" del Cassowary,
un'area naturale nella quale è probabilissimo un incontro
ravvicinato con questo grande uccello blu inabile al volo, purtroppo
in via di estinzione. Uno scontro con questa magnifica bestia può danneggiare
seriamente l'automobile, oltre che il povero animale.
Comunque a noi è andata bene ed abbiamo potuto cominciare
la ricerca di una sistemazione per la notte. Dopo un paio di ‘no
vacancy’ abbiamo rimediato una camera con bagno in comune
economicissima al Mission
Beach Retreat, dopo una lunga telefonata
col gestore che mi ha spiegato, a dire il vero non senza qualche
difficoltà, dov'era nascosta la chiave della stanza.
Mission
Beach è una località di mare decisamente
votata al puro relax, con la sua atmosfera paesana intima
e raccolta e la sua grande spiaggia sabbiosa percorsa da palme.
A pochi chilometri dalla costa si trova inoltre Dunk
Island, raggiungibile in kayak,
ma vista la condizione di mare mosso durante l'intero nostro soggiorno
abbiamo dovuto rinunciare alla sua visita. L'origine del nome risale
ad una missione fondata qui nel 1914 per convertire gli aborigeni
e distrutta da un ciclone nel 1918.
Una delle cene migliori del nostro viaggio l'abbiamo gustata proprio
nel ristorante di fronte al nostro alloggio, di cui sfortunatamente
non ho conservato il nome.
|
|
| Commenti? Domande? Idee? Scrivile nel forum! |
|
| Australia map |

|
|